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29 maggio 2006

Ho visto cose inimmaginabili

Credo che questo sia senza dubbio il periodo buio più lungo dal punto di vista professionale che io abbia mai passato. Riflettevo proprio ieri sera su tutto quello che ho passato negli ultimi tre anni, e in particolare negli ultimi 18 mesi, e non riuscivo a credere che fosse vero e soprattutto che fosse capitato proprio a me...

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire...

Un giorno forse scriverò un libro sopra questa fantastica esperienza, a futura memoria di chi si troverà in panni simili ai miei. Per ora spero vogliate accettare solo un consiglio: non lasciate che il marcio entri dentro di voi, in nessun caso....




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24 maggio 2006

Bari Videns, il video



Il video realizzato dai ragazzi dell'Università di Bari per promuovere il convegno Bari Videns




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24 maggio 2006

Bari Videns domani, commenti e critiche sono benvenuti

Domani parteciperò ad una tavola rotonda sulla tv organizzata all'interno dell'appuntamento Bari Videns assieme a Massimo Bernardini, Roberta Gisotti, Giuseppe Mininni, Bruno Voglino e Roberto Zaccaria.

Mentre a condurre Blog Generation stasera (NessunoTV h 18.00) sarà il mitico Marco Esposito io ci tenevo a condividere l'intervento che ho preparato per l'occasione, pur sapendo che si tratta di una tavola rotonda e che quindi si andrà a braccio.

Fatemi avere le vostre impressioni...

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La televisione, il gigante decaduto.

Scenari e prospettive di un mezzo in bilico tra forma e contenuto.


Alla base del tema di cui discutiamo oggi c’è chiaramente una condivisione di noi tutti circa il particolare momento che sta attraversando il mezzo televisivo trovatosi improvvisamente a non essere più egemone né autosufficiente nel rappresentare la realtà. Ben prima dei fattori endogeni e tipicamente italiani le ragioni di questa crisi sono da ritrovare nel profondo mutamento che ha investito il mondo dei media. 

Pensate a cosa successe dopo che Gutenberg inventò la macchina per la stampa a caratteri mobili grazie alla quale fu spazzato via il monopolio della comunicazione e dell’informazione fino ad allora in mano alla chiesa e all’aristocrazia. 

E a quello che avvenne con l’introduzione di media elettronici, quali la radio e la televisione, che ridefinirono totalmente il perimetro dell’arena pubblica.  

La potenza della rivoluzione digitale non sarà da meno e i suoi riflessi saranno evidenti a diversi livelli, non solo sugli old media  come la tv, che comunque usciranno da questa fase fortemente ridimensionati. Quando un nuovo mezzo entra in scena, come è stato in passato per la radio e la televisione nei confronti della stampa, vengono ridefiniti non solo i linguaggi ma tutti i modelli comunicazionali fino ad allora in vigore e quindi l’intero contesto sociale e politico. Non servono infatti studi approfonditi per cogliere la stretta relazione tra cambiamenti nei media e cambiamenti sociali e politici.

 

Facciamo alcuni esempi di quanto avvenuto negli ultimi due anni.

Ø      Il ruolo dei blog nella campagna presidenziale US 2004: Howard Dean, Blog4Bush

Ø      Il Videoblogging, le webtv, gli archivi video che contengono milioni di contenuti liberamente disponibili

Ø      La nascita di Generazione U in Italia a partire dal blog di Mario Adinolfi

Ø      La ricerca della verità sulla morte di Federico Aldrovandi condotta sul blog di kataweb dalla mamma Patrizia

Ø      Lo smascheramento dei codici cifrati della CIA ad opera di un blogger italiano, Macchianera

Ø      La resistenza dei blogger iraniani e cinesi

Ø      Le immagini dello Tsunami e della Metropolitana di Londra provenienti dalle telecamere amatoriali e non dai grandi network

Ø      Il fenomeno Beppe Grillo con i suoi 150.000 visitatori unici giornalieri che lo collocano tra i top ten dei quotidiani italiani

Ø      Il caso RocketBoom con i suoi 130.000 visitatori unici giornalieri

Ø      Le nuove internet communities che producono contenuti e fanno informazione come Il Cannocchiale e Blogosfere

Ø      Il film Le Mie Elezioni realizzato in Italia il 10 e l’11 Aprile da 250 vloggers

Ø      Il PodCasting e i videofonini e della comunicazione in mobilità

Ø      La nascita di Current.tv in America e della Blog.tv in Italia

 

Cosa è successo se non un cambio rivoluzionario di paradigma e di situazione? La vera portata degli User Generated Content non è la disponibilità di nuovi materiali, né nel linguaggio originale da essi adottato quanto nel ruolo da protagonista esercitato degli individui che per la prima volta nella storia sono stati abilitati a fare comunicazione in prima persona e diventare medium loro stessi.  

La televisione in quanto mezzo di comunicazione non ha,a mio parere, nulla da temere. Si tratta di una tecnologia forte che non sarà sostituita dall’oggi al domani ma subirà un cambiamento graduale così come tutto il sistema dei media. Il punto interrogativo sta nei tempi del cambiamento che dovrà vincere le resistenze di chi sostiene un equilibrio ormai passato e tendere invece ad uno che includa i nuovi soggetti abilitati. Per chiunque si occupi di media e li riesca ad osservare da una prospettiva distaccata e se possibile neutrale, questo è decisamente un periodo aureo ricco di scoperte, di invenzioni e di nuove relazioni. Erano forse decenni, dall’introduzione della televisione negli anni ’60, che non si respirava una simile aria di novità e creatività. Sarà esaltante confrontarsi sui nuovi linguaggi multi-mediali, sulle modalità di coinvolgimento e di video-partecipazione del pubblico, sulla direzione da far prendere al magma di contenuti indipendenti generati dal pubblico. Nasceranno presto laboratori di ricerca dedicati a questi temi ma sono convinto che la vera esperienza, anche qui sta la novità, si dovrà fare in rete. La chiave per avere successo consisterà, a mio parere, nel coniugare competenze classiche di linguaggi con esperienze pratiche di community e nell’aprirsi a metodi organizzativi nuovi dove la rigida pianificazione aziendale lasci il posto alla condivisione allargata di un obiettivo e di un codice anche con gruppi di individui precedentemente esclusi dal processo creativo e decisionale. Dove potranno spingersi gli utenti nella generazione di contenuti e nella gestione del proprio network di relazioni e quanto le loro esperienze verranno condizionate o cooptate dal mainstream è ancora impossibile da determinare in una fase come questa che potrebbe presto sembrarci primordiale.  

L’aspetto più problematico non sta nel linguaggio, comunque ancora da decifrare, quanto nelle resistenze di un sistema che ha vissuto e ancora sopravvive sulle basi di uno specifico equilibrio dei media che aveva la tv in cima alla piramide. Se infatti la direzione del cambiamento del mezzo è segnata, nei termini di uno scenario basato sulle reti e sulle community, non è così facilmente prevedibile quali saranno i passaggi, discreti o continui, che si dovranno compiere per arrivare al nuovo equilibrio. Qui entrano in gioco le persone, i gruppi e immancabilmente il potere. 

Cominciamo dalle maestranze di base, e uso questo termine proprio per sottolinearne l’anacronismo: il direttore di rete, l’autore, il produttore esecutivo, il responsabile marketing, i redattori. Se la televisione sta cambiando, come abbiamo visto sopra, allora dovrà cambiare anche il modo di farla e le professionalità richieste. L’autore televisivo, per esempio, dovrà abbinare ai soliti skills nuove capacità che definirei relazionali: se una volta bastava leggere i dati dell’audience adesso tutti quei numeri sono diventati identità, ancorché virtuali, con le quali fare i conti prima, durante e dopo i programmi. Il salto culturale è gigantesco ma le aziende e soprattutto le persone sanno adattarsi rapidamente, soprattutto se spinte dalla concorrenza e se aiutate da una legislazione del lavoro flessibile. 

Più difficile sarà invece vincere le resistenze di gruppi organizzati come l’ordine dei giornalisti, i sindacati e soprattutto le lobbies di potere economico e politico che detengono la proprietà e il controllo dei media tradizionali. Per ognuno di loro è chiaramente difficile accettare di condividere il potere con nuovi soggetti, quali le communities e il pubblico editore, e tenderanno perciò a rallentare qualsiasi apertura democratica del sistema. In gioco c’è la perpetuazione del potere e sappiamo quante vittime si fanno in suo nome, a partire dal nostro ex servizio pubblico svenduto oramai alla lottizzazione politica.  

L’esempio, ancora una volta, ci viene dalla BBC e dal suo giovane direttore generale Mark Thompson: “I media tradizionali verranno spazzati via e ci troveremo d’un tratto al di la’ del mondo televisivo”.  [BBC Social Networking ].  

In conclusione, la televisione non è a rischio ma lo sono forse i televisionari se non sapranno cambiare rotta e cavalcare il cambiamento piuttosto che ostacolarlo. Anche in questo caso sarebbe auspicabile che si affermasse una prospettiva diversa, moderna e di lungo periodo, che non possiamo però chiedere ai dirigenti del monopolista privato, giustamente orientati verso il profitto a breve termine, né possiamo aspettarci dai vecchi funzionari del servizio pubblico, orientati quasi esclusivamente al mantenimento del privilegio. 

La responsabilità del cambiamento rimane perciò sulle spalle dei nuovi entranti, sia imprese economiche che sapranno cavalcare l’onda gigante dei milioni di media individuali che i singoli comunicatori magari organizzati in comunità aperte e numerose.

In un momento di passaggio e di evoluzione come questo è la politica che può giocare un ruolo rilevante: promuovere il cambiamento in atto è non solo un atto di coraggio ma una precisa necessità. Le questioni da affrontare non sono facilmente comunicabili e rischiano di perdersi nell’agenda della politica spettacolo che funziona per slogan. Parlarne in sedi come questa deve servire per unirci e  fare rete: noi tutti che lavoriamo nei media e comprendiamo cià che sta avvenendo abbiamo la responsabilità di schierarci da una parte o dall’altra della barricata. Per il cambiamento o per il mantenimento del sistema attuale. E’ ora di spingere l’acceleratore e proporre soluzioni concrete a questioni cruciali come quella inerente al copyright che molto possono influire nella battaglia che stanno combattendo milioni di singoli individui contro le major e i network. E’ ora insomma di scendere dall’osservatorio privilegiato dal quale abbiamo potuto finora osservare il cambiamento e di farsi promotori di un nuovo ordine.




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22 maggio 2006

Esilarante il blog di Buffon

Non è certo una questione di purismo da blogger ultimo arrivato ma il blog di Gigi Buffon su spaces.msn.com è uno dei più dichiaratamente falsi e smaccatamente artificiosi che io abbia mai letto. E sono sorpreso che l'operazione sia targata msn e non sia, per esempio, frutto della mente bacata di qualche brand manager dell'adidas o della danone. Dai leader del settore mi sarei aspettato un maggiore rispetto verso le convenzioni della rete.

Comunque, al di la' di non permettere commenti (cosa che lo rende più una pagina personale che un vero blog) quello che affascina è il linguaggio usato dal ghost writer di buffon e soprattutto il contenuto dei post che assume connotati esilaranti negli ultimi giorni.

Leggete cosa scrive GB esattamente giovedì scorso, 18 maggio, nel pieno di uno scandalo che lo coinvolge personalmente: http://spaces.msn.com/worldcup-it/

Fantastico

B




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22 maggio 2006

Blog Generation: Erica libera e Lippi a casa

Ovviamente si tratta solo del mio punto di vista con il quale chiunque si potrà confrontare in trasmissione fra meno di un'ora, alle 18.00 in diretta su NessunoTV (Sky 890).

Basta una webcam per video-partecipare all'indirizzo http://videopartecipa.nessuno.tv/nessunotv_fe

Mentre il caso di Erica de Nardo e Marcello Lippi tengono banco nella blogosfera italiana, nel resto della blogosfera mondiale (da Technorati) si dedicano ad argomenti più leggeri come Eurovision, il festival di musica internazionale terminato ieri (cui l'Italia non partecipa), e il Codice da Vinci di cui anche noi parleremo nei prossimi giorni...




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22 maggio 2006

In primo piano

Questo succede a giocare con i nuovi media e fare comunicazione in proprio... In effetti si parla e ragiona molto sugli effetti sociali dei media ma sono pochi i momenti di confronto e riflessione sui cambiamenti che avvengono a livello del singolo individuo. La sfera pubblica e quella privata, una volta separate, adesso si confondono e sovrappongono. A fianco del "fenomeno blog" ci sono infatti i singoli bloggers, individui che per la prima volta fanno comunicazione e si espongono al pubblico, in maniera spesso incosciente e improvvisata. Una nuova generazione di comunicatori sta crescendo e modificando con la sua presenza l'intero contesto sociale ma si modificano anche le singole componenti come i modi di percepire se stessi nei confronti dell'ambiente.

A questa riflessione mi ha portato sia l'ultimo video di Antonio Masotti che ancora mi fa sorridere che le minacce ricevute nei commenti del mio ultimo post su Lippi. In entrambi i casi ero io sul palco, sia come conduttore che come blogger, senza differenza tra i due se non nella natura e consistenza delle attenzioni ricevute. Tutto questo giro di parole per dire che per i blogger, come per i conduttori di una volta, la distinzione classica tra pubblico e privato non vale più. E non è una cosa da poco...




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21 maggio 2006

Lippi vattene

Mister Lippi farebbe bene a rassegnare le dimissioni: sarebbe un gesto dignitoso e opportuno.
Gli basterebbe considerare per un momento il bene che la sua partenza porterebbe alla nazionale italiana e ai suoi tifosi, sia quelli che la seguiranno in Germania che i milioni che tiferanno da casa. Mister Lippi dovrebbe sapere che noi tifosi abbiamo bisogno di riconoscerci in qualcosa di pulito e di sostenere una squadra a testa alta, senza averne vergogna.

Non farti scudo della nostra nazionale: Lippi vattene.

Al di la' della considerazioni legali e anche etiche (Lippi non poteva non sapere cosa faceva il figlio e non poteva essere sereno nelle sue scelte avendo frequenti contatti con Moggi), qui è in gioco la dignità della nostra nazionale. Seppure si decidesse di fare tabula rasa, mandare via l'allenatore e quei giocatori coinvolti nello scandalo, e rischiare di perdere il mondiale, saremmo pur sempre orgogliosi di aver sostenuto un calcio pulito e senza macchia.

Almeno per un mese lasciaci sognare: Lippi vattene.

Perciò, da tifoso della nazionale, sostengo la campagna di Beppe Grillo che invita i tifosi-consumatori a boicottare i prodotti degli sponsor della nazionale per esercitare la giusta pressione e dimissionare Marcello Lippi. Nel frattempo sul sondaggio di Repubblica e su quello del Corriere appare nettamente come la stragrande maggioranza dei tifosi (ca 70%) non voglia che Lippi guidi la nazionale.

Se non lo fai tu lo facciamo noi: Lippi vattene




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18 maggio 2006

Blog Generation - parliamo del nuovo governo

Mentre negli Stati Uniti i blogger discutono (anche) delle nomine effettuate da George Bush, dai più ritenute di bassissimo livello (vd articolo di Thomas Friedman sul New York Times), in Italia nessuno sembra essere soddisfatto di questo nuovo governo Prodi che sta in queste ore cercando la fiducia alla camera.
Almeno stando ai nostri blogger più comentati come MarioAdinolfi, NonSoloRossi, Harry, Daw, MacchiaNera, Luca Sofri e lo stesso Beppe Grillo...
Non c'è proprio nulla da salvare?
 
Ne parliamo fra poco (alle 18.00) su Blog Generation (NessunoTV) con chiunque voglia intervenire e videopartecipare: http://videopartecipa.nessuno.tv/nessunotv_fe.




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18 maggio 2006

Blog marketing

Avete mai pensato di sfruttare i blog per promuovere un prodotto, un servizio, un candidato alle elezioni? Mentre la blogosfera continua a crescere e a cercare una sua forma di (dis)organizzazione (siamo a quasi 40 milioni di blog nel mondo) l'industria delle agenzie di pr/comunicazione affina gli strumenti e le tecniche per rivoltare a proprio vantaggio tutta questa arrembante massa di comunicatori individuali.

Negli ultimi giorni mi è capitato di leggere alcune ricerche dei più importanti studi di PR al mondo e tutti, dico tutti, avevano una sezione dedicata al mondo dei blog. Alcuni consigliavano ai loro clienti di aprire finti blog che recensissero il prodotto venduto magari chiedendo al team di lavoro interno di gestirli in maniera anonima. Altri hanno diviso la blogosfera in cluster di influenza e hanno identificato le migliori attività di comunicazione indirizzate ai blog-opinion-leader. Altri ancora hanno dichiarato di aver affinato le tecniche per screditare le recensioni negative dei bloggers ed evitare così blog swarm dall'impatto devastante.

Tra poco orientarsi nella blogosfera non sarà facile e strumenti di aggregazione, organizzazione e selezione (come Technorati o Blogosfere) diventeranno indispensabili. C'è qualcosa di triste e nostalgico in tutto questo, un po' come se l'eta dell'innocenza del blog stesse volgendo al termine per lasciare il passo ad un periodo sempre più commerciale e mercificato dove il valore del profitto torna ad essere dominante.

CurrentUn ultimo esempio in questo senso mi è dato da Current.tv che ha proprio in questi giorni indetto un concorso per i propri vloggers al fine di realizzare uno spot per L'Oreal. In palio un premio di qualche centinaio di euro e un gran risparmio per l'azienda cosmetica francese che può contare su manodopera a buonissimo mercato (se solo lo avesse chiesto alla sua agenzia di pubblicità gli sarebbe costato qualche milione di euro) e una buona dose di passaparola gratuita. In rete i più famosi vloggers americani (riuniti nel gruppo di discussione aperto su Yahoo) si stanno interrogando sull'eticità dell'iniziativa. C'è a mio parere poco da fare e poco da interrogarsi, l'unico antidoto all'omologazione del mercato è il continuo movimento, farsi trovare sempre un passo più avanti e costringere il mercato a rincorrere, non viceversa.








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18 maggio 2006

Alfredino, un videoclip da non perdere



Ieri abbiamo mandato in onda (nello spazio BlogTV di NessunoTV) un videoclip di Luca Di Giovanni che mi ha tenuto inchiodato allo schermo.

Lo ripubblico oggi sul mio blog sperando di farlo vedere ad ancora più persone, se lo merita.

Bravo Luca e grazie ad ArcoIrisTV.




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